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Centenario dell'ascesa del Sestriere PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Centenario dell'ascesa del Sestriere
pag.02 Le foto dei cicloeroici alla partenza
pag.03 Le foto dei cicloeroici in ascesa
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L’UNIONE VELOCIPEDISTICA PARMENSE

RIEVOCA LO STORICO EVENTO

SULL’ARRIVO DELLA VENTESIMA TAPPA

DEL GIRO D’ITALIA 2011

a cura della redazione29.jpg  

L'arrivo dei Cicloeroici sul Sestriere    

Sestriere, 28 maggio 2011. Era il 24 maggio 1911 quando il bolognese Ezio Corlaita transitò in testa al gruppo ai 2035 metri di altitudine del Sestriere, primo colle alpino ad essere scalato in un Giro d’Italia. 

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 Il bolognese Ezio Corlaita transitò primo sul Sestriere
al Giro d'Italia del 1911
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Cicloeroici alla partenza 
 
Cento anni e quattro giorni dopo, in concomitanza con ventesima tappa della corsa rosa, vinta per la cronaca dal bielorusso Vassili Kiryienka, che da Verbania conduceva proprio a Sestriere, l’Unione Velocipedistica Parmense grazie ad un accordo con RCS, società organizzatrice del Giro, ha celebrato il centenario di questa impresa ripercorrendone le strade.
 
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L’associazione che è dedita al ciclismo d’epoca, costituitasi proprio nel 2011, guidata dal presidente Paolo Borelli ha allestito una manifestazione per rivivere lo spirito di quei pionieri delle due ruote che per primi valicarono un passo reso poi celebre da Fausto Coppi, l’“uomo solo al comando”, nella leggendaria Cuneo-Pinerolo del 1949.
 
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Venti ciclisti, equipaggiati con biciclette e tenute di squadre come Alcyon, Atala, Bianchi, Fiat, Gerbi, Legnano, Peugeot, Wolsit, tutte rigorosamente comprese tra il 1905 e il 1925, sono partiti da Perosa Argentina per ripercorrere i quaranta chilometri che conducono al Sestriere, tratto compreso nella quinta tappa del terzo Giro d’Italia, la Mondovì-Torino di trecentodue chilometri, vinta “in casa dello sponsor” dal francese Petit Breton che allora indossava i colori torinesi della Fiat. Secondo fu Galetti dell’Atala vincitore di quel giro, a seguire Corlaita della Senior e Rossignoli della Bianchi.
 
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Il gruppo più nutrito di partecipanti era ovviamente quello parmense con il menzionato presidente Paolo Borelli, il vicepresidente Fausto Delmonte, il segretario Alberto Gandini, i soci Maurizio Caggiati, Silvano Croci, Nicola Gandolfi e Angelo Pelosi, a loro si sono aggiunti velocipedisti di altre province, fra cui il trevisano Christian Cappelletto, vincitore del Giro d’Italia d’epoca 2010, i modenesi Lorenzo Borelli, Paolo Cavazzuti, Giorgio Gaiti ed Ermes Leonardi, i piacentini Aldo Acarna e Gustavo Conni del Lento Club, i due enfant du pays, i piemontesi Federico Viola e Francesco Di Sario, che ha casa proprio a Perosa, oltre ai tre francesi Franck Bailly, Paul Baruzzo e Jean Michel Garcia, come rivisitazione storica comanda.
 
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Ad ognuno di loro è stato simbolicamente attribuito il nome e il numero di gara di un protagonista del secolo scorso. Scortati in auto dai “suiveur” Gianluca Ghiretti e Paolo Madoi, i ciclisti sono giunti a Pourrieres dove il percorso storico si sovrapponeva a quello attuale.
 
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Il presidente UVP Paolo Borelli 
 
Complice la splendida giornata di sole è stato predisposto un magnifico ristoro che ha sposato l’ottimo pane cotto a legna della Valle del Chisone con il salame delle valli parmensi, il tutto innaffiato da generosi calici di vino rosso, manco a dirlo piemontese! Tutto ciò sotto lo sguardo vigile della fotocamera di Mario Labadessa, direttore di “Bici d’epoca”. E poi via di nuovo.
 
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Da lì in poi è stato un tripudio di incitamenti, culminato in ultimo chilometro da brividi davanti ad una folla festante che ha salutato e applaudito gli “eroici” fino al traguardo. Un appuntamento con la storia dunque, proprio nel giro del centocinquantesimo dell’unità nazionale - come ha ribadito il presidente Borelli all’arrivo parlando al microfono dello speaker ufficiale del Giro d’Italia - che si ripeterà già il 21 luglio prossimo al Tour de France con il centenario del Galibier.
 
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