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COSTANTE GIRARDENGO

E IL SUO “TITOLO MONDIALE”

Una vittoria speciale per il

primo Campionissimo

 di Leonardo Arrighi
 
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Costante Girardengo 

Costante Girardengo appartiene di diritto alla dimensione leggendaria del ciclismo. La sua carriera, ricca di numerosissime vittorie, lo ha reso, nell’immaginario collettivo, un eroe immortale, sinonimo delle migliori qualità atletiche e morali.
 
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Costante Girardengo impegnato in corsa
 
Per tentare di penetrare la più profonda essenza del (primo) Campionissimo – come lo definì Emilio Colombo, direttore della Gazzetta dello Sport – è interessante concentrare la propria attenzione sul trionfo al Gran Premio Wolber del 1924. Come sottolineato da numerosi esperti, questa affermazione racchiude in sé le eccezionali caratteristiche dell’inimitabile Girardengo.
 
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Costante Girardengo in pista 
 
Quando, il 28 settembre 1924, l’omino di Novi si presenta al via della gara francese, ha trentuno anni (nato il 18 marzo 1893) e un curriculum di vittorie impressionante: 2 Giri d’Italia, 3 Milano-Sanremo, 3 Giri di Lombardia, 8 titoli italiani (conquistati consecutivamente dal 1913 al 1924,tenendo conto dell’interruzione della competizione, causata dalla I Guerra Mondiale), 5 Milano-Torino, 4 Giri dell’Emilia, 3 Giri del Piemonte ed altri non meno importanti allori.
 
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Costante Girardengo in una foto dell'epoca
 
Il Gran Premio Wolber, giunto alla sua terza edizione (la prima si era disputata nel 1922), voluto dall’industriale delle gomme Wolber di Soisson, era ritenuto, unanimemente dalla stampa specializzata, l’ufficioso campionato mondiale di ciclismo su strada (il primo campionato del mondo ufficiale per professionisti sarà organizzato nel 1927). Nel 1924, per arricchire il numerodi partenti, l’invito venne esteso ai corridori vittoriosi e piazzati delle più importanti gare francesi,belghe e italiane in linea o a tappe, svoltesi nelle ultime tre annate.
 
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Costante Girardengo 
 
Gli atleti alla partenza furono 41,di cui 3 italiani: Girardengo, Bestetti (gregario del Campionissimo) e Bottecchia (ultimo vincitore del Tour de France).La contesa prende il via e dopo circa 80 dei 361 km previsti, il ciclista novese si mette in evidenza sulle rampe di una indigesta asperità vicino a Reims. Girardengo mostra grande furore agonistico e, con l’aiuto di Debaets, riesce a frazionare il gruppo in tre parti; anche se, attorno al km 214, il rifornimento registra la compagine di atleti quasi al completo.
 
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Girardengo in maglia tricolore 
 
La competizione continua ad essere molto vivace, nella foresta di Compiègne si verificano alcune forature, tra cui quella di Bottecchia. I fratelli Péllissier infiammano la gara, ma il Campionissimo si mostra lucido e per niente intimorito dalle scorribande degli avversari. A causa di un passaggio a livello, Detreille riesce a fuggire, anche se dopo un lungo inseguimento verrà ripreso dal gruppo. Al km 278 è previsto il rifornimento di Selins; gli smaliziati fratelli Péllissier e Detreille accelerano le operazioni e tentano di sorprendere gli altri partecipanti.
 
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Girardengo e il belga Aerst Jean 
 
Costante dimostra una intelligenza tattica encomiabile. Infatti, il nostro campione, prevedendo una furbesca azione dei suoi rivali, aveva fatto appostare un suo uomo di fiducia (Allasia) in una posizione strategica. Così l’omino di Novi agguanta la sacca con i preziosi viveri, riuscendo a marcare stretto i tre francesi. A Pontoise (dopo 343 km) il gruppo è composto da circa trenta corridori. La competizione si infiamma, non si contano gli scatti, gli insulti e gli immotivati rallentamenti.
 
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Costante Girardengo 
 
Gli atleti raggiungono la salita del Coeur Volant; in questo frangente,Girardengo riesce ad avvantaggiarsi rispetto al gruppo e a passare per primo in vetta. Il campione italiano dimostra ora tutta la sua sapienza ciclistica; appena iniziata la discesa, decide di fermarsi per girare la ruota ed innestare il rapporto adatto alla possibile volata finale al Parco dei Principi.I fratelli Péllissier e Detreille, pensando che Gira avesse forato, lo sorpassano ed impegnati in una folle discesa, scelgono di non fermarsi per modificare i loro rapporti.
 
Il Campionissimo fornisce una ulteriore prova della sua statura agonistica. Risalito in sella, inizia l’inseguimento, mantenendosi ad una certa distanza dai primi. In questo modo, i suoi avversari credono che Costante sia in difficoltà e ribadiscono la loro decisione di non interrompere l’azione per girare le ruote. In vista di Parigi,il fuoriclasse piemontese si ricongiunge ai fuggitivi e, dopo aver rischiato di cadere all’entrata del Velodromo (anello di pista di 600 m), prende la testa del gruppo dei migliori.
 
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 Girardengo dopo la Milano-Sanremo del 1918 
 
A 400 m dall’arrivo,sfruttando il vantaggio dovuto al rapporto adeguato ad un arrivo allo sprint, risponde ad un attacco di Frantz, poi lotta con Sellier ed infine si verifica un confronto ravvicinato con Henri Pélissier, grande animatore della competizione. Gira riesce, contrapponendosi anche ad un crampo, a trionfare in volata, davanti a Péllissier e Sellier.Questa vittoria rappresenta uno dei momenti culminanti della sfavillante esperienza agonistica di Girardengo.
 
La grande importanza attribuibile a tale successo risiede soprattutto nelle modalità in cui è stato ottenuto. Infatti il Campionissimo ha mostrato, in maniera inequivocabile, le sue enormi qualità atletiche, tattiche e umane, non venendo mai meno alla sua caratteristica lealtà sportiva, che lo colloca, a maggior ragione, nell’olimpo dei più grandi interpreti dello sport a pedali.
 
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